Si è svolto dal 19 al 21 febbraio il ventunesimo congresso della CSdL (Confederazione Sammarinese del Lavoro) di San Marino, organizzazione storicamente vicina alla CGIL, fin dalla sua fondazione nel 1943 dopo la caduta del regime fascista. Da oltre 2 anni legata alla nostra organizzazione anche da un accordo di doppia affiliazione per le iscritte e gli iscritti frontaliere/i stipulato a completamento della lunga condivisione delle politiche del lavoro sul cospicuo flusso di lavoratrici e lavoratori che dall’Italia prestano la propria attività nella piccola Repubblica del Titano. Anche in virtù di questo forte legame, la presenza della nostra organizzazione al congresso è stata cospicua e non certo di circostanza: tanto il segretario organizzativo della CGIL, quanto la segretaria Generale della CGIL di Rimini, non hanno mancato di sottolineare le forti relazioni quotidiane tra le nostre organizzazioni, le politiche condivise, nonché l’impegno della prossima primavera sul referendum che riguarda, qui come altrove, anche diverse centinaia di cittadini italiani residenti all’estero che possono esercitare il diritto di voto sui 5 quesiti.

Il focus del congresso e delle preoccupazioni dei gruppi dirigenti e dei delegati chiamati a congresso si è però concentrato su alcune questioni prioritarie. Prima tra tutte le incertezze ed i ritardi sull’accordo di associazione con l’Unione Europea (la coreografia blu al posto del tradizionale colore rosso e l’avvio del congresso con “l’inno alla gioia” hanno evocato in maniera esplicita le aspirazioni del sindacato progressista di San Marino), in ordine a timori che un certo dibattito pubblico induce rispetto alle cessioni di sovranità, alle reciproche diffidenze tra Italia e San Marino sul sistema bancario sammarinese, alla eventuale procedura di ratifica in sede comunitaria, che potrebbe essere irta di pericoli e potenziali incidenti di percorso, mentre si ricorre ad un uso troppo disinvolto delle concessioni di residenze (atipiche), a cittadini italiani in un paese extra UE che il sindacato rosso denuncia, peraltro attribuite solo a categorie poco funzionali allo sviluppo per un paese in cui l’inverno demografico è glaciale. Anche i “migranti” sanmarinesi verso l’estero parlano della necessità, soprattutto per i più giovani, di fare parte di una comunità più grande nei termini di più opportunità rispetto a quanto la stessa San Marino possa loro garantire. Mentre, al contrario, la tendenza di autorevoli opinionisti sempre pronti a sostenere misure che riportino l’attrattività del paese a suggestioni da paradiso fiscale (soldi facili anziché investimenti), è elemento che il sindacato CSdL vuole con decisione contrastare. Il tutto in un modello economico che vede ancora le banche restare il tallone di Achille del Paese per il sostegno per quasi 1,3 MLD di euro attraverso il debito pubblico e per la parte consistente di NPL (crediti deteriorati), non ancora smaltiti che destano ovviamente grande preoccupazione per il futuro dell’economia.

Ma anche sulle importanti vittorie sindacali si è concentrato il dibattito congressuale, a partire dalle iniziative sul lavoro frontaliero che ha recepito i vantaggi dell’accordo italo -svizzero sull’incremento della franchigia fiscale (elemento di attrattività della forza lavoro verso il Titano), al successo dell’iniziativa congiunta con la CGIL di Rimini sulla complessa vertenza della doppia tassazione sulle pensioni degli ex frontalieri, alle importanti riforme sul mercato del lavoro sostenute dalle OO.SS. unitarie di San Marino che si aggiungono al “palmares” delle importanti conquiste sindacali in un paese che ha da tempo risolto tanto il tema della rappresentanza certificata, quanto quello dell’erga omnes sulla contrattazione collettiva.

Il Segretario Generale Enzo Merlini, riconfermato alla guida del sindacato CSdL con un larghissimo consenso, non ha tuttavia mancato di sottolineare i punti critici in ordine alla necessità di apportare ulteriori interventi ad un mondo del lavoro che allarghi tutele e negoziazione collettiva, che intervenga su quei provvedimenti che ledono la libera circolazione attraverso elementi discriminatori tra cittadini e stranieri (tutti quei provvedimenti legislativi e contrattuali legati alla residenza), per un paese che della libera circolazione ha un bisogno vitale per il proprio futuro, a rilanciare il disegno unitario tra i tre sindacati confederali, nel quale i buoni risultati dell’accordo di doppia affiliazione con la CGIL non sono ostacolo, ma semmai incentivo.