Da troppo tempo, chi lavora nel settore pubblico è vittima di un trattamento inaccettabile: mentre nel privato il TFR viene liquidato alla cessazione dal servizio, per i lavoratori pubblici l’attesa può arrivare fino a 7 anni!

Una situazione che la CGIL insieme a FP, FLC e SPI denunciano da anni e che anche la Corte Costituzionale ha riconosciuto come discriminatoria. Eppure, il Governo continua a non intervenire, nemmeno dopo la sentenza della Corte Costituzionale n.130/2023.

LA VERITA’ SUI TAGLI NASCOSTI ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI PUBBLICI

• PERDITA MEDIA DI 11.735 EURO PER OGNI LAVORATORE PUBBLICO: a causa del ritardo nel pagamento e dell’inflazione, un TFS medio di 82.400 euro perde il 14,2% del proprio valore.

TAGLIO OCCULTO DA 2,1 MILIARDI DI EURO: Tra il 2022 e il 2023 lo Stato ha “risparmiato” sulle spalle dei lavoratori pubblici sottraendo oltre 2,1 miliardi di euro, trattenendo somme che spettavano di diritto ai pensionati.

NUOVI RITARDI E ALTRI TAGLI CON LA LEGGE DI BILANCIO 2025: L’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni farà slittare ulteriormente il pagamento del TFS/TFR, generando un “risparmio” di 339 milioni di euro sulle spalle di 76.300 lavoratori pubblici!

BASTA!

CHIEDIAMO DI:

- Equiparare il pagamento del TFR/TFS tra pubblico e privato.

- Applicare immediatamente la sentenza della Corte Costituzionale n.130/2023.

- Fermare i continui tagli a danno delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici. 

NON STAREMO FERMI!

Difenderemo i vostri diritti mettendo in campo ricorsi legali contro questa ingiustizia, pronti a difendervi, sempre, per ottenere il Tfs/Tfr in tempi giusti. 

Per maggiori informazioni rivolgiti alla Cgil.