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Difendere il lavoro di oggi e il potere d’acquisto dei pensionati
- I precari di oggi, sono i pensionati poveri di domani.
All’abolizione della precarietà va abbinata una riforma della previdenza che guardi anche ai giovani. Chiediamo: - Una tassazione più equa.
- L’aumento degli aventi diritto e dell’importo della 14ª mensilità.
- La tutela reale del potere d’acquisto delle pensioni.
Nel biennio 2023-2024 sono stati sottratti oltre 7 miliardi di euro dalle pensioni. Nel 2032 si arriverà a 54 miliardi. Questi soldi, guadagnati dopo una vita di lavoro, non verranno mai recuperati.
Difendere gli uffici postali, veri e propri presidi di democrazia
Il 60% del Paese è a rischio abbandono e spopolamento, soprattutto nelle aree interne con il 48% dei comuni, dove vive solo il 13,6% della popolazione costituita per lo più da anziani.
Manca il lavoro per i giovani, che se ne vanno.
È in questi luoghi che gli uffici postali sono fondamentali per garantire i diritti di cittadinanza e per la tenuta democratica del nostro Paese.
Negli ultimi dieci anni la privatizzazione di Poste Italiane ha significato:
- La chiusura definitiva di oltre 700 uffici postali.
- La riduzione degli orari e dei giorni di apertura (nel 2024, 247 aperti a giorni alterni, 186 chiusi il pomeriggio).
- La perdita di decine di migliaia di posti di lavoro (organico da 143.700 nel 2015 a 120.155 nel 2023).
- Il ridimensionamento del servizio universale di recapito (migliaia di cittadini che non ricevono più la posta regolarmente).
Una razionalizzazione che dimentica le ragioni degli ultimi, dei più fragili, dei più soli.
Andare a votare e votare cinque SÌ, per un Paese più giusto, per dare dignità al lavoro e alle persone.
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