Roma, 1 aprile - “Ieri scadevano i novanta giorni previsti dal D. Lgsl 209/24 di modifica del Codice Appalti per l’emanazione da parte del Ministero del Lavoro, d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dello specifico decreto su come verificare l’equivalenze tra Ccnl negli appalti pubblici, mettendo così stazioni appaltanti, lavoratori ed imprese nelle condizioni di meglio operare e vedere i propri diritti e tutele garantiti. Il rischio ora è più caos, maggiore discrezionalità e quindi aumento dei ricorsi e dei contenziosi legali”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, responsabile contrattazione inclusiva, appalti, contrasto al lavoro nero della Cgil Nazionale.

“Il Governo assenteista - incalza il dirigente sindacale - si assuma ora le proprie responsabilità, dopo aver scelto di modificare il Codice appalti e superare il principio dell’auto applicazione delle norme, rischio denunciato oltre che dal sindacato anche dallo stesso Consiglio di Stato”.

“Cosa aspettano i Ministri Calderone e Salvini? - si chiede Genovesi - Sperano forse di subappaltare la scrittura e la gestione del decreto, delle linee guida sulle equivalenze, della definizione degli scostamenti marginali sulla verifica delle tutele normative dei lavoratori a qualcun altro? A qualche soggetto non previsto dalla normativa vigente?”. “Soprattutto - aggiunge - cosa devono fare da oggi le pubbliche amministrazioni in caso di operatori economici che non vogliono applicare il Ccnl indicato nei bandi di gara o negli affidamenti? Come si potranno orientare nel verificare la parità di tutele economiche e soprattutto normative? Perché i singoli dirigenti di Comuni, Regioni, Aziende Sanitarie devono assumersi oggi una responsabilità che il Governo stesso ha demandato a dei suoi ministri?”.

“Oggi gli appalti pubblici - sottolinea Genovesi - valgono qualcosa come 250 miliardi di euro l’anno, dando lavoro a decine di migliaia di imprese e a centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori, impegnati nel garantire opere, servizi e forniture a milioni di italiani. Questo Governo che ha predicato il fare presto, l’efficienza, i risultati ad ogni costo, spesso anche a detrimento delle tutele e dei diritti dei lavoratori, si rende conto del caos che rischia di generare per proprie incapacità?”.

“Qualche giorno fa - ricorda - come Cgil avevamo chiesto che si aprisse un confronto su un tema così delicato come il rispetto dei Contratti collettivi di lavoro, la garanzia delle uguali tutele economiche e normative. Tutti aspetti che incidono sulla pelle viva di centinaia di migliaia di persone e che riguardano anche il rispetto dell’orario di lavoro, la salute e sicurezza, la malattia e gli infortuni, coinvolgendo chi quei Ccnl li sottoscrive. Proprio per mettere tutti, a partire dalle Pubbliche Amministrazioni, nelle condizioni di poter procedere in piena tranquillità. Prendiamo atto - conclude Genovesi - che il ministero del Lavoro non ci ha mai convocato, forse a questo punto per un motivo evidente: non sa come muoversi”.