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Roma, 26 febbraio - “Respingiamo fermamente le modalità con la quale Eni sta affrontando la discussione sullo smantellamento della chimica di base in Italia. Non c’è la volontà politica di fare una trattativa, l’azienda ha discusso solamente di ‘tattica’ per gestire la vertenza. A questo ci opponiamo fermamente". È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Pino Gesmundo dopo che la delegazione della Cgil ha lasciato il tavolo con Eni, ancora in corso presso la sede Eni all'Eur.
Il dirigente sindacale spiega che “l'azienda ha riconfermato che il piano è quello presentato, e non ha intenzione di tornare indietro anche a dispetto delle opinioni espresse dalle Istituzioni locali che, sempre a detta dell’azienda, o accettano il piano o faranno i conti con le chiusure”.
“La decisione di Eni incide sull’intero sistema industriale del Paese, e per tanto il Governo e la politica devono assumersene la totale responsabilità. Per questo - annuncia in conclusione Gesmundo - nei prossimi giorni avvieremo un percorso di mobilitazione e presidi anche sotto il MIMIT, non escludendo l’utilizzo dello sciopero di tutte le lavoratrici e tutti lavoratori del settore”.