Roma, 3 aprile - “Dopo la vergognosa vicenda legata all’Irpef, che - come denunciato dal Caaf Cgil - nascondeva un tentativo di ‘appropriazione indebita’ ai danni di lavoratori e pensionati per oltre 4,3 miliardi di euro, arriva oggi una nuova misura che rischia di produrre ulteriori disuguaglianze nel già fragile sistema di accesso al welfare”. Lo afferma, in una nota, Cristiano Zagatti coordinatore Area Stato sociale e Diritti della Cgil nazionale.

“Si tratta - spiega il dirigente sindacale - del decreto di un solo articolo, che approva il modello aggiornato della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il calcolo dell’Isee. Un provvedimento apparentemente innocuo che, in realtà, apre la porta a una nuova e pericolosa ingiustizia”.

“Cosa significa escludere dal patrimonio mobiliare fino a 50.000 euro in buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio, compresi quelli trasferiti allo Stato? Cosa comporterà questa franchigia per milioni di cittadini che accedono a prestazioni sociali agevolate? Dietro il linguaggio tecnico - spiega Zagatti - si cela un effetto molto concreto: una parte dei cittadini sarà spinta a rifare l’Isee - sostenendo costi diretti a causa dell’inefficienza normativa - senza ottenere alcun beneficio, mentre un’altra parte, completamente inconsapevole, potrebbe essere penalizzata pur non avendo risparmi né strumenti finanziari. Una misura che rischia di premiare chi ha più disponibilità economiche, generando nuove ingiustizie e tensioni sociali”.

“Secondo Cgil e Caaf - prosegue il coordinatore Area Stato sociale e Diritti - l’introduzione della franchigia altera il principio di equità che deve regolare il sistema di welfare. Chi possiede titoli di Stato vedrà artificialmente abbassarsi l’Isee, mentre chi versa in condizioni peggiori, ma non ha risparmi, potrebbe trovarsi con un Isee più alto, perdendo il diritto all’accesso a servizi e prestazioni. È un paradosso inaccettabile”.

Per Zagatti: “Il Governo getta un tozzo di pane nell’arena politica, senza preoccuparsi delle ricadute sociali e istituzionali, producendo un effetto discriminatorio che rischia di alimentare risentimento, divisione e senso di abbandono tra le persone. Si pensi alle migliaia di regolamenti comunali, regionali e universitari che utilizzano l’Isee per riconoscere borse di studio, agevolazioni per asili, mense, trasporti, servizi per anziani e disabili, residenzialità sociale e molto altro ancora”.

“In assenza di coperture adeguate - avverte Zagatti - questa misura costringerà le istituzioni locali a rivedere al ribasso le soglie Isee, con il risultato di tagliare l’accesso ai servizi a migliaia di persone. Tutto questo avviene mentre lo stesso Governo taglia i finanziamenti ai Comuni, aggravando ulteriormente la situazione e scaricando sui cittadini e sui territori il peso delle sue scelte sbagliate”.

“Chiediamo con forza che si apra subito una discussione pubblica e parlamentare, che - conclude Zagatti - metta al centro l’equità del sistema di accesso alle prestazioni sociali e la sostenibilità per le famiglie, evitando nuove discriminazioni e nuove disuguaglianze”.