Roma, 1 aprile - “L’indice di irregolarità cresce, un segnale chiaro della condizione del lavoro nel nostro Paese e della presenza di aziende che operano in violazione di regole e normative dato l’aumento di lavoro nero, irregolare, caporalato e di non ottemperanza delle norme su salute e sicurezza”. Così la segretaria confederale della Cgil, Maria Grazia Gabrielli, commenta il rapporto dell’Inl sull’attività di vigilanza 2024, che “risulta in aumento rispetto all’anno precedente, così come aumentano gli illeciti”.

“Il numero delle ispezioni - sottolinea la dirigente sindacale - volto a raggiungere gli obiettivi previsti dal Pnrr, rende già evidente la necessità di superare quegli obiettivi. Una necessità che arriva proprio dalla qualità delle ispezioni e dalla strutturalità e gravità delle violazioni riscontrate. I risultati raggiunti dimostrano anche la necessità di un lavoro ispettivo che deve essere svolto con continuità e che per questo necessita del completamento e del potenziamento dei piani assunzionali negli Istituti e negli Enti coinvolti nell’attività di vigilanza”.

Inoltre, per Gabrielli “bisogna rafforzare e rendere operativi strumenti come l’interoperabilità delle banche dati e il portale del lavoro sommerso, ancora non attivo, l’attivazione dei team specialistici per rafforzare realmente il presidio del territorio. Solo seguendo queste direttrici sarà possibile un aumento quantitativo e qualitativo del lavoro ispettivo, in considerazione anche dello scarto che continuerà a permanere tra numero di aziende presenti nel Paese e numero di ispezioni possibili”.

Secondo la segretaria confederale: “É evidente che il problema non sono solo le difficoltà interpretative nell’applicazione delle norme, la mancanza di formazione e conoscenza da parte delle imprese, ma un sistema diffuso e strutturato che opera in particolare con il sistema degli appalti, subappalti, intermediazione illecita, dove irregolarità, caporalato, lavoro nero sono considerati la normalità”.

“Consideriamo e valorizziamo i risultati, frutto del lavoro a livello nazionale e soprattutto delle sedi territoriali, che mettono in luce - prosegue Gabrielli - la necessità, indicata da tempo dalla nostra organizzazione, rispetto alle misure e ai cambiamenti radicali di cui il mondo del lavoro ha bisogno e che i provvedimenti finora adottati dal Governo non hanno prodotto. Un cambio di impostazione che va realizzato per raggiungere gli obiettivi del Piano Nazionale di contrasto al lavoro sommerso nell’ambito del Pnrr, ma soprattutto per migliorare realmente le condizioni, presenti e future, delle lavoratrici e dei lavoratori, un lavoro stabile, dignitoso, tutelato e sicuro - conclude la segretaria confederale - che rivendichiamo con i referendum dell’8 e 9 giugno”.